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Quali sono le principali differenze tra inglese americano e inglese britannico

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In molti si chiedono quali siano le principali differenze tra inglese americano e inglese britannico

Sappiamo per via intuitiva che l’inglese parlato da persone della Gran Bretagna è diverso dall’inglese parlato da persone degli Stati Uniti: questione di pronuncia, innanzitutto, ma anche di tutto il resto, e cioè di lessico, morfologia, ortografia e grammatica. Ci sono dunque un inglese degli inglesi, l’inglese britannico, e un inglese americano, e dei tratti che li differiscono intendiamo occuparci qui.

L’inglese nel mondo: la lingua più parlata

La lingua inglese, in tutto il mondo, è la lingua più parlata. Se infatti i madrelingua cinesi sono i più numerosi, l’inglese può contare su un maggior numero di parlanti non madrelingua, ossia persone che pur non essendo nate nei luoghi in cui esso è prima lingua, per una serie di ragioni la parlano.

Tra queste ragioni, la principale è che l’inglese è la lingua più richiesta nel mondo del lavoro. Per ragioni anche pratiche, ossia per la facilità di apprendimento maggiore rispetto, ad esempio, al sempre più diffuso cinese, l’inglese assurge a lingua internazionale, anche a lingua che può permettere di comunicare due parlanti la cui prima lingua è diversa (per capirci con un esempio: un italiano e un tedesco).

Tornando ai madrelingua inglesi, grossomodo i due terzi di essi sono gli abitanti degli Stati Uniti: questi, è noto, non parlano l’inglese puro, bensì una sua varietà che possiamo definire “inglese americano”.

Che cos’è l’inglese americano

L’inglese americano, lo abbiamo anticipato sopra, è la varietà di lingua inglese che si parla negli Stati Uniti. Il motivo per cui gli americani parlano in inglese è ovviamente di carattere storico: nel diciassettesimo secolo in Nord America giunsero i primi coloni provenienti dalla Gran Bretagna.

Il Nord America presentava, a quei tempi, una grande varietà di lingue a causa della presenza di coloni provenienti da tutta Europa: francesi, spagnoli, olandesi, tedeschi, e altri, e i nativi, naturalmente. Dopodiché, fu decisiva, nel diciottesimo secolo, l’indipendenza americana dopo la guerra contro la Gran Bretagna: gli Stati Uniti d’America nacquero ufficialmente nel 1776, la prima lingua è l’inglese. Seguì l’occupazione di tutto il suolo degli attuali Stati Uniti soprattutto in seguito a un lungo e sanguinoso conflitto con i nativi americani.

Prime differenze tra inglese americano e inglese: il lessico

Il primo livello in cui inglese americano e inglese britannico si distinguono è quello semantico: il dizionario, immediatamente, diverge.

Il contatto con i parlanti delle altre lingue dal diciassettesimo secolo ha subito causato il fenomeno del prestito linguistico, ossia l’acquisizione di parole appartenenti ad altre comunità linguistiche. La comunità più influente da questo punto di vista fu proprio quella dei nativi, con parole come tomahawk, canoe, opossum, ecc. Poi sono state acquisite parole di origine spagnola, francese e olandese. Ad esempio la parola cookie, che significa “biscotto”, è di origine olandese (nell’inglese britannico il lemma corrispondente a “biscotto” è biscuit).

inglese americano differenzeUna serie di parole nacque negli Stati Uniti in seguito alla rivoluzione industriale e ai cambiamenti eccezionali che essa ha comportato (ad esempio freeway per “linea di trasporto”; oppure elevator per “ascensore” e gasoline per “gasolio”).

Un fenomeno a sé è quello di parole inglesi che sono sopravvissute in America e mutate in Gran Bretagna. Ad esempio fall (“autunno”), che in Gran Bretagna è stato sostituita da autumn.


Differenze relative alla pronuncia: la fonetica

Per ovvi motivi la differenza più evidente tra inglese americano e inglese britannico riguarda la fonetica, ossia il livello della lingua relativo ai suoni delle parole.

Il tratto distintivo principale è la pronuncia, negli Stati Uniti, della «r» prima della vocale o della consonante. Stiamo parlando della «r» rotica, consonante pronunciata in tutte le posizioni nell’Inghilterra del diciassettesimo secolo e il cui uso è sopravvissuto negli Stati Uniti.

Altro tratto distintivo importante è quello dell’assenza, negli USA, della “broad A”: la «a», in molte parole, viene pronunciata come /æ/, non come /ɑ:/.

Ci sono tanti altri tratti distintivi, seppur in misura minore, che riguardano la pronuncia delle vocali in determinati casi, gli accenti, ecc.

Il terzo livello: la morfologia

Anche a livello morfologico ci sono differenze importanti. La più evidente concerne l’uso, negli Stati Uniti, dei sostantivi come verbi (ad esempio interview e advocate).

Da ricordare, inoltre, la genesi americana di famose parole composte: teenager, non-profit e tante altre.

Differenze grafiche: l’ortografia

L’ortografia, cioè la scrittura, di molte parole, tra inglese americano e inglese britannico, cambia. Quelle parole che in inglese britannico hanno il gruppo -our-, nell’inglese americano non presentano la «u» (ad esempio: colour vs. color). I suffissi dell’inglese americano seguono una regola diversa rispetto a quelli dell’inglese britannico: nel caso in cui la sillaba è accentata la consonante si raddoppia, altrimenti no (ad esempio: traveler vs. traveller).

Grammatiche diverse

Anche il livello grammaticale presenta differenze significative. I verbi sono concordati con i nomi collettivi in maniera diversa: al singolare nell’inglese americano, al plurale nell’inglese britannicoLe proposizioni talvolta vengono usate diversamente. Cambiano, poi, i tempi passati di certi verbi irregolari.

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