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Halloween tra storia e tradizioni

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La notte tra martedì 31 ottobre e mercoledì 1 novembre ricorre la festa di Halloween, da qualche anno tanto attesa anche in Italia. Si tratta, infatti, di una festività tipicamente anglosassone che solo negli ultimi tempi si è diffusa anche in altri paesi.

Vista la prossimità della ricorrenza, ne approfittiamo per approfondirne la storia.

La genesi del nome

La parola «Halloween» è un sostantivo che deriva da «Hallow e-en», a sua volta forma contratta di «All Hallow Even», che significa “vigilia di tutti i Santi” in riferimento al giorno del calendario in cui cade la festa.

Il termine ha origini scozzesi. Esso è attestato come nome di una melodia nel 1724 ed è stato reso popolare in riferimento alla bellezza della festa dal poeta scozzese Robert Burns (1759-1796) in una poesia, Halloween, del 1785.

Come nasce la festa

La festa di Halloween ha origini irlandesi. Essa deriva infatti dalla festa celtica di Samhain, che in antico irlandese significa “fine dell’estate” a indicare il periodo in cui cadeva, la fine di Ottobre, quando l’abbassamento delle temperature annunciava l’inverno.

Samhain corrisponde al capodanno irlandese: il nuovo anno, nel calendario celtico, iniziava l’1 novembre. La festa era incentrata sulla morte in quanto l’inverno è il periodo del freddo e delle tenebre e la natura sembra diventare più lugubre.

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La credenza celtica voleva che il 31 ottobre, alla vigilia del nuovo anno, Samhain richiamasse gli spiriti dei morti che vivevano nel Tír na nÓg, la “Terra del giovane eterno”, aldilà di giovinezza e bellezza eterna: si verificava, dunque, la fusione del mondo dei vivi e di quello dei morti.

Il rito consisteva nel raduno nei boschi dove si procedeva all’accensione del Fuoco Sacro e ai sacrifici animali, dopodiché seguivano tre giorni di festeggiamenti in cui i celti si travestivano con le pelli degli animali per spaventare gli spiriti.

Il Cristianesimo e la festa di Ognissanti

Con l’evangelizzazione delle isole britanniche, la festività celtica fu inevitabilmente superata da quella cristiana. Nel IX secolo d.C., la festa di Ognissanti, che cadeva l’1 novembre, fu istituzionalizzata da Papa Gregorio IV (840 d.C.) e in quegli stessi anni fu stabilito che il giorno successivo, il 2 novembre, fosse dedicato alle anime dei defunti (il Giorno dei Morti).

È importante ricordare che i paesi protestanti, come quelli anglosassoni, non seguirono la festa di Ognissanti ma continuarono a festeggiare Halloween in maniera laica.

Come Halloween raggiunge gli Stati Uniti

Determinante per la diffusione della festa negli Stati Uniti (e da lì, poi, nel resto del mondo) fu una carestia. Era la metà dell’Ottocento, l’Irlanda fu travolta dalla calamità e cedette a miseria e povertà. Molti irlandesi sfuggirono alla fame cercando fortuna negli Stati Uniti.

Qui si formarono comunità irlandesi che rispettavano le tradizioni, tra le quali la festa di Halloween.
La festività ci mise poco a diffondersi in tutti gli Stati Uniti secondo le dimensioni e la forma che conosciamo.

Dalle rape alle zucche

In Irlanda e Scozia, era tradizione usare le rape intagliate come lanterne per commemorare le anime del Purgatorio.

Il riferimento era alla leggenda di Jack-o’-lantern, un fabbro beone e avaro che era riuscito a beffare due volte il diavolo che reclamava la sua anima, prima di ritrovarselo di fronte all’inferno dopo essere stato rifiutato dal paradiso.

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Il diavolo, che in seguito alla beffa gli aveva promesso di risparmiargli la dannazione, memore del patto stipulato condannò Jack a vagare senza tregua e, per permettergli di orientarsi nel buio del Nulla, gli lanciò un tizzone ardente che Jack conservò in una rapa.

Durante la notte di Halloween, Jack-o’-lantern intraprende la ricerca di un rifugio sulla terra e così, per evitare che varchi la soglia della propria casa, all’esterno viene appesa una rapa ad uso di lanterna.

In America, scarseggiando le rape, si iniziò ad adoperare le zucche intagliate come le conosciamo oggi.

A proposito di mele

Onnipresente, in una festa di Halloween che si rispetti, è la mela; di essa si fanno i seguenti usi:

  • “Snap Apple”: gioco in cui i bambini, bendati, devono mordere una mela appesa a una corda o messa in un recipiente pieno d’acqua;
  • Sbucciare la mela in una sola volta e far cadere la buccia: a seconda della posizione che assume, questa rivela l’iniziale del nome del futuro fidanzato;
  • Sbucciare la mela in una sola volta e valutare la grandezza della buccia: più è lunga più lunga sarà la vita.

Altre tradizioni

Halloween contempla altre tradizioni più o meno note a chi, come gli italiani, lo festeggia da poco:

  • “Dolcetto o scherzetto” (“Trick or Treat”): è la tradizione più famosa e probabilmente quella che ha reso popolare la festività nei paesi non anglosassoni: i bambini, mascherati, bussano alle porte chiedendo dolci e in cambio non arrecano danni al padrone e alla casa;

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  • “Falò di Halloween”: si getta un ciuffo di capelli nel falò per sognare il futuro consorte;
  • “Appuntamento al buio” (“Blind Date”): le ragazze, bendate, afferrano un cavolo nei campi e misurano la prosperità del futuro consorte dalla quantità di terra rimasta attaccata alle radici, e/o lo mangiano per scoprire se la personalità del consorte è dolce o amara;
  • Monetina o anello nell’impasto del Barm Brack, una torta di frutta secca: chi trova la monetina diventa ricco entro la fine dell’anno, chi trova l’anello si sposa entro un anno.

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