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I 10 migliori libri italiani sul calcio (parte 1)

L’Italia ha un rapporto con il calcio tipico dei paesi latini; un rapporto simbiotico, viscerale, che storicamente ha trovato riscontri anche eclatanti soprattutto in Sud America (tristemente nota l’isteria collettiva in Brasile in seguito alla inaspettata sconfitta della nazionale verde-oro contro l’Uruguay nella finale del mondiale del 1950 giocato in casa).

La nazionale italiana, con quattro vittorie, è la seconda, insieme alla Germania, ad aver vinto più mondiali di calcio (solo una in meno rispetto al Brasile). Fino a pochi anni fa, il campionato italiano era considerato il più difficile al mondo e tra i più belli.

Non si contano gli intellettuali che erano o sono tifosi appassionati, tra i quali Pier Paolo Pasolini. Eppure, nonostante il calcio sia sport nazionale e seguitissimo, in Italia si è prodotto poco di interessante in ambito narrativo.

Ci manca un Osvaldo Soriano in grado di essere costantemente all’altezza del calore e dell’attenzione che gli italiani dedicano al pallone. Ci sono stati però alcuni momenti di buona letteratura sul calcio, momenti che ricordiamo in questa classifica senz’altro arbitraria eppure passibile di poche variazioni vista la scarsa produzione sul tema.

 

1 Azzurro tenebra di Giovanni Arpino

Giovanni Arpino (1927-1987) fu appassionato e competente di calcio, e per anni è stato giornalista sportivo per il quotidiano «La Stampa».

Azzurro tenebra, pubblicato nel 1977, è il miglior romanzo italiano sul calcio. Arpino racconta la spedizione dell’Italia al mondiale in Germania Ovest del 1974, spedizione durata poco perché gli azzurri uscirono mestamente al primo turno.

 

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Pur usando pseudonimi al posto dei nomi veri, si intuisce facilmente la presenza di eroi del pallone come Riva, Rivera, Mazzola e Facchetti.

Arpino rende bene l’atmosfera pesante del ritiro azzurro, e trova alla fine un esito romanzesco a un romanzo che, come avrebbe detto il portiere Dino Zoff anch’egli presente al mondiale, non ha quasi niente di inventato.

 

2 I furiosi di Nanni Balestrini

Nanni Balestrini (1935), poeta, scrittore, testimone anche in un famoso saggio (L’orda d’oro, 1988, scritto con Primo Moroni) del periodo della contestazione e degli anni di Piombo in Italia, è tra i massimi esponenti della neoavanguardia.

I furiosi è uscito nel 1994 ed è un romanzo breve ingiustamente poco noto. Balestrini non usa la punteggiatura e ricalca il parlato con il fine di rendere in maniera mimetica il linguaggio degli ultras protagonisti della storia, di immergere il lettore nel gergo dei tifosi.

 

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La storia è incentrata sullo scontro tra i tifosi milanisti della frangia delle Brigate rossonere e quelli cagliaritani della frangia dei Furiosi, cui i primi riescono a rubare lo striscione rappresentativo.

È una storia di violenza, di grettezza, di droga e di miseria, una storia in cui il lato epico del calcio è volutamente surclassato dalla cruda realtà, quella dell’uomo comune che per seguire i suoi beniamini fa di tutto, e mentre li segue si abbandona a tutto, come se la domenica del pallone fosse il giorno deputato a una grande festa antropologica.

 

3 Calci e sputi e colpi di testa di Paolo Sollier

A differenza degli altri libri citati, Calci e sputi e colpi di testa (1976) di Paolo Sollier (1948), come suggerisce il sottotitolo ironico (Riflessioni autobiografiche di un calciatore per caso), è un’opera autobiografica. una tra le tantissime ad opera di calciatori.

Ma a differenza delle altre, questa è un vero e proprio “cult” per diversi motivi:

  • La natura epica e singolarissima dell’autore, che militò attivamente nell’organizzazione extraparlamentare di estrema sinistra Avanguardia operaia e del quale è famosa una foto in campo in cui saluta il pubblico col pugno alzato;
  • Il contesto rappresentato nel libro, che non è solo calcistico, ma è anche quello sociale e politico degli anni Settanta; la buona qualità letteraria, un’eccezione tra i libri autobiografici appartenenti al mondo del calcio.

Sollier racconta la sua esperienza di calciatore nel Perugia: la squadra umbra raggiunse una storica promozione, nel 1975, dalla serie B alla serie A, e disputò un onorevole campionato di massima serie da neopromossa.

 

4 Sforbiciate di Fabrizio Gabrielli

Sforbiciate. Fraseggi fuori area & storie di pallone (ma anche no) (2012) è una raccolta di racconti di notevole qualità letteraria, in cui Fabrizio Gabrielli (1981) gioca con la lingua, con le parole italiane, dialettali e straniere, oltre che con le storie di eroi e meno eroi del calcio mondiale, dal talentuoso e geniale George Best al ridente Freddy Rincon, dal violento Vinnie Jones al vecchio povero ubriaco Garrincha, tra realtà e fiction.

 

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Sforbiciate è un libro in cui i virtuosismi calcistici sono accompagnati da virtuosismi linguistici, in cui il calcio dispiega epica e poesia, e a lunghi tratti commuove. L’autore attualmente è esponente importante del team che dirige quel pregevole sito di narrazioni sullo sport che è L’ultimo uomo.

Da ricordare anche la fascetta che accompagna il libro, esemplare del sentimento italiano verso il calcio: “la vita, l’amore. Ma prima, per favore, il pallone”.

 

Photos credits: http://ilblog.circololettori.it/

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